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Maurizio Artusi
55 anni Al Porticello di SciaccaPDFStampaE-mail
Mercoledì 24 Agosto 2011 21:04
Scritto da Maurizio Artusi

55AlPorticello 1Vincenzo Marino con il figlio IgnazioPoco più di mezzo secolo fa, sul lungomare di Sciacca, in località Stazzone, Vincenzo Marino costruì letteralmente il locale che poi chiamò "Al Porticello". Vincenzo, in qualità di ex costruttore navale, conosceva bene il legno ed i suoi segreti, è stato quindi naturale per lui mettere mano all'ascia e iniziare quell'impresa, già ardua per quei tempi ma straordinaria per i nostri giorni, che lo ha visto costruire, pezzo per pezzo, il locale oggi gestito dal figlio Ignazio, giovane e promettente Chef della cucina saccense. Ignazio mi ha raccontato, nel breve video che ho registrato, come il locale del padre, in passato, sia stato crocevia di commensali famosi, come il regista Pietro Germi, Gino Paoli e Stefania Sandrelli, i quali, durante la registrazione dei film che hanno poi costituito delle pietre miliari per il cinema italiano, si sono spesso deliziati con la cucina di papà Vincenzo.

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55AlPorticello 2Una delle centinaia di 'teste' del Castello IncantatoSciacca, però non è solo ristoranti e cucina, la cittadina è infatti rinomata per le sue Terme, per il suo mare e per il suo Castello Incantato, quest'ultimo da me visitato per l'occasione. Si racconta che, Filippo Bentivegna, emigrante di fine 800 tornato a Sciacca a causa di una delusione amorosa terminata tragicamente, avesse acquistato un podere, diventato poi Fondo Bentivegna, e vi si fosse stabilito allontanandosi da tutto e da tutti. In questa solitudine, durata anni, Bentivegna scolpì centinaia di teste nella pietra, qualcuna anche sui tronchi degli ulivi presenti nel podere, dando luogo ad un gigantesco labirinto fatato costituito da tanti muretti abbelliti con le sue opere.

Lo scorso 22 Agosto 2011, "Al Porticello" ha quindi celebrato il suo 55simo compleanno, Ignazio ha voluto ricordare l'evento con una grande festa, ricca di momenti folkloristici e di succulenti pietanze, naturalmente tutte a base di pesce. In cucina, per l'occasione, era presente un nome eccellente: Giovanni Montemaggiore, docente all'Alberghiero Molinari di Sciacca, ex insegnante dello stesso Ignazio e Presidente fondatore dell'Associazione Enogastronomica Isola Ferdinandea, per la valorizzazione delle tradizioni culinarie saccensi.

I ben 234 coperti non hanno minimamente scalfito la proverbiale professionalità di Giovanni il quale ha sfoggiato un semplice menu a base di pesce azzurro, saporito e benefico, col suo gusto pieno, ricco di sostanze indispensabili per una dieta bilanciata e per il benessere dell'organismo, importante pilastro della dieta mediterranea.

Dopo un antipasto a base di olive, moffoletta, cioè una schiacciata condita con la ricotta, ed un ottimo formaggio cannestrato, è arrivato un rotolino di spatola ripieno di caponata. La spatola, pesce che io, insieme al capone o lampuga, amo incondizionatamente, era stato avvolto attorno ad un mucchetto di caponata magistralmente eseguita, senza liquidi in eccesso e dalla frittura perfetta. Ho poi scoperto, parlando con Giovanni, che è sua abitudine, soprattutto in questi casi, far scolare a lungo la melenzana fritta e assemblare a freddo gli ingredienti della caponata, onde evitare ammosciamenti e contaminazioni di sapore causati del calore.

Il primo di pasta è stato affidato a delle busiate con le sarde, in versione rivisitata e molto piacevole, dalla cottura perfetta e dal gusto armonioso, poi un altro primo costituito da gnocchetti sardi delicatamente al pesto di basilico. La pasta era fresca ed aveva un piacevole sapore di farina di grano.

55AlPorticello 3Il falsomagro di pesce con contorno di patateIl secondo è stato più muscolare: è entrato quasi in punta di piedi con un trancino di pesce palumbo alle cipolle accompagnato poi da una sarda 'a chiappa, tipico piatto saccense, per poi chiudere con uno straordinario falsomagro di pesce, principalmente a base di sarde, capone e spinaci, magistralmente dosati ed amalgamati in un classico "polpettone" di pesce, invece che di carne, dal sapore delicato ma pieno, armonioso, morbido, insomma per me è stato il piatto più riuscito della cena, grazie a Giovanni che l'aveva inventato per l'occasione.

In chiusura, un'indispensabile e fresca granita di limone seguita dalla classica torta, pandispagna e crema, con "gelo di mellone" finale.

55AlPorticello 4Alcune ragazze del gruppo folk in abiti saccesiIn degustazione, anche un vino dell'Azienda Miceli, il Baarìa, un interessante blend di Viognier e Grillo, profumato ma deciso al palato, perfettamente abbinato con quasi tutte le portate della cena.

In conclusione, una serata afosa, ma resa accettabile dalla leggera brezza di un mare a pochissimi metri, allietata dai gruppi folkloristici chiamati ad esibirsi per l'occasione, da una piccola mostra di gioielli e quadri e dagli immancabili motori di lusso delle Ferrari in esposizione. Buon compleanno Al Porticello!

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