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Maurizio Artusi
Giovanni Rodolfi di Birra San Biagio, dal diavolo all'acquasantaPDFStampaE-mail
Venerdì 14 Novembre 2014 22:00
Scritto da Maurizio Artusi


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SanBiagio 01Il birraio Giovanni Rodolfi con Maurizio ArtusiIn verità, invece che "acquasanta" avrei dovuto scrivere "birrasanta", ma andiamo per gradi cominciando dall'inizio. Giovanni Rodolfi è un pacifico e simpatico signore che da qualche anno è divenuto mastro birraio nell'Antico Monastero di San Biagio, un resort & spa naturale nei pressi di Nocera Umbra (PG). In un ambiente pulito e ispiratorio, Giovanni produce le birre artigianali utilizzando l'orzo dell'annessa azienda agricola e l'acqua pura delle sorgenti umbre, dando vita a delle etichette che sono state pensate principalmente per accontentare i clienti del resort. Giovanni si è anche guadagnato l'appellativo di "monaco della birra", grazie alla sua fluente barba, ed in una piacevole video intervista mi ha spiegato i motivi che lo hanno condotto a non tagliarla più. Il mio richiamo, citato nel titolo di questo articolo, proviene dal fatto che Giovanni Rodolfi, prima di produrre delle ottime birre artigianali, era un dipendente dell'Heineken, multinazionale della birra industriale, da qui, l'accostamento che per un amante dell'artigianalità diviene ovvio, il passo dal diavolo (industriale) e la birrasanta (San Biagio) è stato breve!

SanBiagio 02Nazareno Ferrari alle prese con le bottiglieLa possibilità di conoscerlo e intervistarlo mi è stata data dal beer shop Extra Hop di Nazareno Ferrari, già ideatore della Taverna Bukowski di Palermo, dove lo scorso 12 Novembre 2014 il mastro birraio in persona ha presentato i prodotti di San Biagio. Durante la degustazione ho notato al palato una sorta di filo conduttore, poi confermatomi da Giovanni, riconducibile ad una costante acidità, più o meno marcata in base allo stile adottato, ma sempre presente, che evidentemente facilità gli abbinamenti delle sue birre anche con cibi oleosi o addirittura grassi. La mia preferita è però stata la Chefalo's, una Black APA, American Pale Ale, molto luppolata, come la tendenza di oggi vuole, e satura di profumi di fiori bianchi che hanno richiamato alla mia memoria gelsomino e zagara, con una particolare persistenza anche al palato.

Il video che Giovanni Rodolfi mi ha gentilmente concesso si è prolungato più del previsto, ma ciò perchè l'intervista si è tramutata in una piacevole chiacchierata, a tratti anche divertente, facendo emergere persino tratti distintivi inediti del mastro birraio, pertanto vi consiglio di gustarvela tutta, anche se non siete appassionati di birra artigianale, in essa si parla anche di altri temi, come l'ambiente e le scelte di vita compiute da Giovanni.

 

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