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Maurizio Artusi
Lo Street candy, figlio di un cibo minore?PDFStampaE-mail
Mercoledì 26 Novembre 2014 12:33
Scritto da Maurizio Artusi


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StreetCandy 01Una bancarella di Street CandyNon se ne può più, sembra che qualsiasi cibo si possa consumare in piedi diventi definibile con dell'appellativo di street food. Siti internet, periodici e soprattutto la TV ha consacrato il cibo da strada come un alimento che fa tendenza. Sull'argomento però noi palermitani siamo in pole position, per varietà, qualità, complessità e storia! In tutto questo bailamme di food ci si è però dimenticati di un'altra tipologia di cibo, anch'esso da consumarsi in piedi, ma molto più dolce: i prodotti del torronaro, antico mestiere in via di scomparsa, ma ancora presente nelle fiere di paese, soprattutto a sfondo religioso, come ad esempio il Festino di Santa Rosalia, importante ricorrenza palermitana del 15 Luglio piuttosto che la Madonna del Lume ad Ottobre a Porticello (PA). Pertanto, perchè non aggiungere un'altra categoria al cibo da strada, definendo anche il "dolce da strada", il quale, parafrasando l'altra allocuzione oggi molto in voga, mi piace tanto chiamare "street candy".

StreetCandy 02Enzo, Francesca, Mimmo e Pietro Rosciglione

Rosciglione

Uno degli esponenti di maggior spicco della torroneria ambulante è costituito dai fratelli Rosciglione della Via Montalbo di Palermo. Francesca, Pietro e Vincenzo, oggi affiancati dal nipote Mimmo, sono tra gli ultimi depositari dell'antica arte e sicuramente tra i più vecchi con ben 5 generazioni, con i capostipiti nati rispettivamente nel 1700 inizio 1800 e poi 1840, 1890, 1922 e 1954. La loro offerta comprende numerose preparazioni: pupi di zucchero o pupaccene, torrone con le mandorle, torrone con i semi di sesamo, gelato di campagna, biscotti di San Cosma e Damiano, e tanto altro.


StreetCandy 03Antonio Marrone con la moglie Agata e G.Granillo

Marrone

La generazione più vecchia, invece, sembra essere la famiglia Marrone, con il laboratorio in zona Villagrazia di Palermo. Attualmente il capofamiglia è Antonio, con la moglie Agata ed il figlio Giuseppe, collaborati dal genero Salvatore Cocuzza e dal nipote Giovanni Granillo. Producono Frutta di Martorana, Torrone, biscotti vari, Gelato di Campagna e Mele di Biancaneve.

 StreetCandy 04Giovanni Santamaria con il figlio Alessio

Santamaria

Due sole generazioni sono da attribuire ai Santamaria, situati nel quartiere palermitano dell'Uditore, con il capostipite Mario del 1944, attività oggi continuata dal figlio Giovanni e si spera proseguita dal tredicenne nipote Alessio.

  StreetCandy 05Natale Micalizzi

Micalizzi

Una delle ultime arrivate è la famiglia Micalizzi, che svolge l'attività da soli 5 anni. Il capofamiglia Sergio, collaborato dal figlio Natale, nel proprio laboratorio di Bagheria, producono torroni, Mele di Biancaneve e biscotti vari.

 StreetCandy 12Michele Vasapolli con la moglie

Vasapolli

Con Michele Vasapolli, sbarchiamo a Caltanissetta, città che sembra essere quella con maggior rappresentanti di "torronari", se ne contano ben 7. Michele, insieme alla moglie, produce le Pupaccene, il Gelato di Campagna, in una versione con la frutta candita, il torrone e l'immancabile mela rossa. Torronari da tre generazioni, i Vasapolli oggi sono imparentati con altre famiglie nissene produttori di street candy, come ad esempio quella dei Nitro.


StreetCandy 14Michele Vasapolli con la moglie

Nitro

A Caltanissetta c'è sicuramente il più alto numero di esponenti dello street candy, la famiglia più numerosa è probabilmente quella dei Nitro, durante la 71a Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento, nel Marzo 2016, le loro bancarelle, unite a quelle di altri loro parenti e concittadini, hanno infatti riempito un'intera via. Sandro e Giuseppe sono gli ultimi esponenti di un ramo dei Nitro attivo sin dal 1870.


StreetCandy 16Michele Vasapolli con la moglie

Doriana e Angelo Nitro, di Caltanissetta, sono giunti alla 4a generazione di torronari.


StreetCandy 17rMichele Vasapolli con la moglie

Zagarella

Luigia Zagarella, di Caltanissetta, svolge questa professione da 40 anni, è aiutata da Luigi Bellomo e Gaetano Lipani (in foto).


StreetCandy 19Michele Vasapolli con la moglie

Nalbone

Pietro Nalbone, di Caltanissetta, si occupa di street candy da "solo" 30 anni.


StreetCandy 15rMichele Vasapolli con la moglie

Milazzo

Paolo Milazzo viene da Ciaculli, quartiere di Palermo noto per i suoi agrumeti ricchi della varietà Mandarino Tardivo. 

 StreetCandy 13Al centro: Vito Valenti, ai lati i cugini

Valenti

A Ballarò, uno dei quartieri più popolari di Palermo, c'è il laboratorio di Vito Valenti, che con i cugini produce Pupaccene, Gelato di Campagna e torrone, oggi purtroppo solo stagionalmente. Dopo 4 o 5 generazioni i Valenti si sono infatti specializzati nella vendita di caldarroste, riuscendo così a compensare gli introiti mancanti dallo street candy.


StreetCandy 15Da sinistra: Daniel Vincitore con il suo collaboratore

Vincitore

Daniel Vincitore di Caltanissetta, insieme al suo collaboratore imparentato con la famiglia Nitro, ha dato vita a "The house of sweets", un modo moderno e più internazionale per definire il suo lavoro di torronaro.

StreetCandy 20Papà Faia con la nuora moglie del figlio Santo

Faia

Originaria del popolare quartiere di Ballarò, la famiglia Faia produce Street Candy da almeno tre generazioni. Oggi Santo Faia, insieme al padre, prepara Pupaccene, Torroni, Gelato di Campagna, mandorle ricoperte, mele ecc.

StreetCandy 21Salvo Spampinato con un suo collaboratore

Nel catanese invece opera "Al croccante" di Salvo Spampinato, famiglia di torronari giunta alla terza generazione che recentemente si è inventato una sorta di torrone gigante a forma di mortadellona, ma con composizione interna ampiamente variegata e offerta in diversi gusti. Altra interessante caratteristica degli Spampinato è quella di essere rimasti tra i pochi a preparare in proprio tutta l'offerta, a differenza di altri colleghi che ormai sempre più spesso si rivolgono anche ai prodotti dell'industria.

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Lo street candy è comunque culturalmente radicato nel palermitano che, nonostante una presunta modernità ed una strisciante esterofilia, sembra ancora saldamente attaccato a questi antichi baluardi dell'antica pasticceria siciliana. Tanto è vero che alcuni torronari conducono aziende sempre sulla cresta dell'onda, ovviamente dopo aver sintonizzato meglio alcuni loro prodotti con i tempi moderni, così come hanno fatto i Rosciglione. Ad esempio, i soggetti delle pupaccene, mentre una volta erano costituiti principalmente da figure dell'opera dei pupi, oggi sono stati soppiantati da personaggi dei fumetti o dello sport, oppure alcune tecniche di lavorazione si avvalgono parzialmente di semi-lavorati, al fine di abbattere i costi di manodopera che eventualmente graverebbero sul prodotto finale. Infine, anche il cannolo siciliano si può considerare uno street candy, grazie alla sua particolare attitudine alla portabilità! Qui di seguito ho raccolto una serie di articoli, album fotografici e video che documentano alcune lavorazioni di street candy.

StreetCandy 06Il Gelato di Campagna

Galato di campagna

In passato, lo zucchero veniva prima cotto e poi trattato con un sistema totalmente manuale che gli permetteva di incorporare aria. Oggi un simile sistema di lavorazione non è più proponibile, neanche con delle macchine, in quanto troppo lungo e faticoso, infatti, quei pochissimi altri che nel palermitano producono ancora il Gelato utilizzano il più economico zucchero "fondente", acquistandolo già pronto, i Rosciglione invece hanno studiato un mix con quest'ultimo semi-lavorato al quale aggiungono del classico zucchero semolato cotto a circa 120-122 gradi. La massa che ne deriva ha la struttura fondente ed il nerbo dello zucchero, permettendo così di ridurre i tempi di produzione, ma garantendo un prodotto molto più aderente alla tradizione. Articolo e foto sulla produzione.

  StreetCandy 07La Pupaccena o Pupi di Zucchero

Pupaccena (Pupi di zucchero)

Arte antica che usa solo zucchero cotto a circa 130 gradi con un pizzico di cremor di tartaro, poi colato negli stampi di gesso. Album foto e video relativi alla preparazione.

   StreetCandy 08La Frutta di Martorana

Frutta di martorana

In questo caso abbiamo due soli ingredienti, farina di mandorle e zucchero, poi abilmente formata a mano o con degli appositi stampi ed infine dipinta sempre manualmente. Album foto e video relativi alla preparazione.

   StreetCandy 09I Biscotti di San Cosma e Damiano

Biscotti di San Cosma e Damiano

Rimasti legati alla festa dei due santi rappresentati, tipica della borgata marinara di Sferracavallo a pochissimi chilometri da Palermo, vengono preparati con il 50% di farina bianca ed il 50% di miele d'acacia. Album foto e video relativi alla preparazione.

   StreetCandy 10Il Marrapanza

Marrapanza

Ormai scomparso, viene preparato con semola, farina bianca con un po' di miele. Probabilmente esso costituisce una sorta di antesignano del "buccellato" palermitano.

StreetCandy 11Il Torrone di mandorla

Torrone di mandorle (Cubbaita)

Un classico dello street candy, viene preparato con zucchero semolato, mandorle non pelate ed aromatizzato con essenze varie. La variante con semi di sesamo si chiama "giuggiulena". Video

Foto della Festa della Madonna del Lume, a Santa Flavia - Porticello, frazioni di Bagheria (PA)



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